Troppo sale nei cibi

Autore: Redazione

Troppo sale fa male perchè ci espone al rischio cardiovascolare e antiestetici gonfiori. Per ridurne il consumo, però, bisogna eliminare anche tutti i cibi confezionati che contengono sodio.

Un pizzico sull’insalata e sulla carne. Un pizzico sul sugo e un po' nell'acqua della pasta. Così, senza nemmeno accorgercene, arriviamo a consumare fino a 12 grammi di sale al giorno contro i 6 grammi stabiliti come limite dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità. Le conseguenze di questo eccesso sono tante, dall’ipertensione, alle cardiopatie, fino a problemi vascolari come ritenzione idrica, edema, varici, cellulite.

In realtà, il sale non è il diretto responsabile dei disturbi cardiovascolari. L’imputato, infatti, è il sodio in esso contenuto che in più di due terzi della popolazione provoca effetti dannosi per la salute, dall’ipertensione, alla ritenzione idrica, all’impoverimento della massa ossea. Una volta assorbito nel sangue, per un meccanismo detto di osmosi, il sodio attira l’acqua presente nei tessuti, favorendo da una parte un aumento della pressione del sangue nei vasi, dall’altra un rilascio dei liquidi intercellulari nei tessuti sottocutanei, dando luogo a ristagni, edema, gonfiori. Come se non bastasse, il sodio stimola anche la perdita del calcio attraverso le urine, rendendo così le ossa più esposte al rischio di osteoporosi.

Se si vuole dimezzare il rischio cardiovascolare e ottenere anche sul piano estetico un’evidente riduzione dei gonfiori non basta, dunque, "tagliare" il sale e sostituirlo con altri condimenti virtuosi, ma occorre ridurre anche il consumo dei tanti cibi che contengono sodio, come insaccati, wurstel, patatine e merendine, dadi da cucina, piatti pronti surgelati, cracker, cibi in scatola. Controllate dunque nell’etichetta quanto sodio contengono i prodotti che acquistate: la quantità massima consigliata è di 0,6 g al giorno.

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