Le regole d'oro per un seno perfetto

Autore: Redazione

Scegliere la protesi giusta riduce il rischio di complicanze e permette di ottenere un risultato naturale e duraturo.

L'aumento del seno è da sempre uno degli interventi di chirurgia più desiderati dalle donne, ma anche più temuti. Chi decide di sottoporsi di affrontare un intervento al seno non deve dimenticare che si tratta sempre di un'operazione chirurgica. Necessari sono alcuni accorgimenti per avere non solamente un risultato migliore, più naturale e duraturo, ma anche per evitare eventuali problemi.

«È possibile limitare le complicanze e dunque i possibili interventi correttivi non solo facendo attenzione al professionista da scegliere, ma anche alle protesi» afferma Patrizia Gilardino, chirurgo plastico socio del Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ed estetica). «La scelta delle protesi giuste è un passaggio molto importante: garantisce un risultato migliore e più conforme alle aspettative della paziente e può anche ridurre l'incidenza di contrattura capsulare, una delle complicanze principali in questo tipo di intervento».

Nel 10-15% dei casi succede, infatti, che l'organismo reagisca in maniera anomala all'inserimento delle protesi. Come spiega la dottoressa: «Anziché formare un "guscio" di tessuto fibroso, sottile ed elastico, che isola l'impianto, capita infatti che la capsula diventi più rigida, rendendo visibili sotto pelle i bordi delle protesi e costringendo spesso la paziente a sottoporsi a ulteriori interventi di revisione».

Che caratteristiche devono avere le protesi? «Devono essere di qualità garantita, in poliuretano o con superficie testurizzata, da preferire rispetto a quelle lisce. Alle pazienti con una mammella piccola, con una prima o seconda misura scarsa, le protesi devono essere posizionate in sede sottomuscolare, altrimenti in poco tempo si potrebbero vedere i bordi della protesi e spiacevoli "arricciature" al centro del décolleté» afferma Gilardino.

Da non sottovalutare l'armonia complessiva del corpo. «Ultimamente alcuni modelli proposti dalla televisione hanno spinto alcune donne all'eccesso» spiega Gilardino. Le dimensioni delle protesi devono essere proporzionate a quelle del torace e delle capacità contenitive della mammella. Il rischio non è solamente un aspetto innaturale, ma anche che la ghiandola mammaria possa essere praticamente annullata dalla pressione esercitata dalla protesi troppo grande.

E, una volta terminata l'operazione, seguire in modo rigoroso il decorso post operatorio. Conclude Gilardino: «Bisogna seguire scrupolosamente le istruzioni anche una volta dimessi dall'ospedale. In particolare indossare il reggiseno contenitivo per un mese, evitare sforzi e attività fisica per almeno 30 giorni».

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