Prodotti non testati sugli animali: farsi belli senza far male agli animali è possibile

Autore: Redazione

Il mercato è pieno di prodotti NON testati sugli animali, altrettanto validi, ma prodotti in modo da non ledere la salute (ed in molti casi la vita stessa) degli animali.

Tanti coniglietti bianchi disposti "in batteria" uno di seguito all'altro, con il collo bloccato da un marchingegno metallico che assomiglia sinistramente ad una ghigliottina.

Sono i conigli che vengono utilizzati come cavie per la sperimentazione di prodotti per lo più ad uso cosmetico. Infatti solo il 30 per cento delle sperimentazioni animali ha come finalità quello di raggiungere risultati a tutela della salute umana in ambito medico, chirurgico o psichiatrico.

Tutto il resto della sperimentazione riguarda l'universo della cosmesi, che serve ad abbellire e profumare le parti esterne del corpo. Per testare i cosmetici, gli animali, soprattutto conigli, ma anche scimmie, cani, gatti e topolini, vengono sottoposti a sofferenze fisiche e psicologiche.

Quindi, migliaia di animali ogni anno in Europa muoiono sfigurati da rossetti, intossicati da profumi, bruciati da creme e saponi. Ai primi di settembre, come se tutto ciò non bastasse, la Commissione Europea voterà la nuova direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici che, paradossalmente, non protegge ma autorizza a compiere maggiori atrocità.

Clicca qui per maggiori informazioni. Tra rimandi e slittamenti delle direttive europee in materia bisognerà attendere il 2013 affinché i test effettuati sugli animali per verificare la sicurezza dei cosmetici e la commercializzazione dei relativi prodotti venga bandita del tutto, a condizione, però, che si trovino metodi alternativi ugualmente efficaci. Questi metodi alternativi esistono e sono stati sviluppati negli ultimi vent'anni.

Si va dall'utilizzo di colture di cellule e tessuti umani all'utilizzo di microrganismi, passano per i modelli matematici computerizzati, le tecniche non invasive per immagini per studiare il cervello, i sistemi artificiali, modelli in vitro che riproducono parti del corpo umano, a speciali membrane dotate di recettori chimici.

E per chi voglia fare innovazione, usando componenti nuove per i propri prodotti, può ricorrere, secondo gli esperti, ad ingredienti totalmente vegetali che non hanno bisogno di test prima di essere utilizzati. Nel frattempo sono tante le case produttrici che hanno aderito già da alcuni anni allo Standard Internazionale non Testato sugli Animali con certificazione Icea, promosso dalla Lav, la Lega antivivisezione.

Questo standard implica l'obbligo di non commercializzare prodotti finiti frutto di test su animali, ma anche di non utilizzare ingredienti singoli che siano sperimentati su esseri viventi, né di acquistarli o commissionare i test ad enti terzi. Tra queste case ci sono marchi noti come Helan, l'Erbolario, i prodotti targati Coop e tanti altri.

L'elenco completo è consultabile qui. Qui invece ci sono alcuni esempi di alternative cruelty free distinte per categorie di prodotti.

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