Carboidrati o grassi, chi fa più male? Uno studio lo rivela tra lo stupore generale

Barcellona, congresso europeo cardiologia 2017: Carboidrati o grassi, chi fa più male? Dal congresso: "Quelli saturi riducono il pericolo di ictus".

In un articolo comparso sull'ANSA nell'agosto 2017 si parla del congresso europeo cardiologia tenutosi pochi giorni prima a Barcellona e, in particolar modo, della nuova ricerca sui macro-nutrienti più dannosi per l'organismo, mettendo a confronto i carboidrati ed i grassi.

"Non sono i grassi i principali killer per il cuore ma i glucidi, cioè i carboidrati", scrive in apertura la nota agenzia di stampa italiana che poi spiega il resoconto del congresso.

A seguito dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), condotto in Ontario all'Università di Hamilton, si è giunti dunque al risultato che sono i carboidrati ad essere più dannosi per il cuore e non i grassi che, anzi, se saturi contribuiscono ad una riduzione del 21% del rischio di ictus e "non migliorerebbe la salute delle persone", ha affermato Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University.

Ci sarebbero, invece, vantaggi nella "riduzione dei carboidrati sotto al 60% del fabbisogno energetico totale giornaliero e con l'aumento dei grassi fino al 35%", è quanto risulta dalle analisi effettuate su un campione di oltre 135.000 persone provenienti da diciotto Paesi a diversi redditi.

L'elevata assunzione di carboidrati aumenterebbe il rischio di mortalità per cause cardiovascolari. Invece, secondo lo studio e non senza sorpresa (da parte degli studiosi stessi innanzitutto), l'assunzione di grassi comporterebbe minori rischi.

"Gli individui nella fascia alta del consumo di grassi - riporta l'ANSA - mostravano una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30% del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Ciascun tipo di grasso era associato alla riduzione del rischio di mortalità: meno 14% per i grassi saturi, meno 19% per i grassi monoinsaturi, meno 29% per quelli polinsaturi", è quanto si legge.

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