Correre per dimagrire: attenzione a non superare gli 8 Km/h

Autore: Redazione

Un nuovo studio dimostra che un allenamento ad alta intensità comporta gli stessi rischi per la salute che si avrebbero con uno stile di vita sedentario.

Molte persone si chiedono se sia meglio correre o camminare per dimagrire, pochi però si preoccupano degli effetti sulla salute di un programma di allenamento ad alta intensità. Stando ai risultati di una ricerca danese condotta su un gruppo di individui sani, un programma di allenamento ad alta intensità comporterebbe gli stessi rischi per la salute che si avrebbero con uno stile di vita sedentario. Se prendiamo ad esempio la corsa, non bisognerebbe superare i tre allenamenti settimanali (per un massimo di 2,4 ore complessive) e la velocità media di 8 km/h. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of American College of Cardiology.

Jacob Louis Marott, uno degli autori dello studio, spiega che per condurre la ricerca sono stati inizialmente selezionati 5048 individui sani con un'età compresa tra i 20 e gli 86 anni. Al termine dei 12 anni di osservazione, ci si è concentrati su 1098 persone dedite al jogging e 413 con abitudini sedentarie. Il gruppo dei corridori è stato poi diviso in due, da una parte sono stati messi gli "strenuous jogger" (persone che facevano jogging in modo intensivo) e dall'altra i "light jogger" (le persone che praticavano una corsa a velocità moderata).

La divisione è stata fatta dopo aver analizzato tutti i dati raccolti come ad esempio la frequenza cardiaca, le ore di allenamento e la velocità di corsa di ognuno dei partecipanti. Sono stati catalogati come "strenuous joggers" gli individui che si allenavano per più di quattro ore settimanali e correvano a una velocità superiore a 11 km/h, nel gruppo dei "light jogger" sono stati invece inseriti gli individui che non superavano le due ore e mezza di esercizio alla settimana e mantenevano una velocità entro gli 8 km/h.

Analizzando il numero di decessi del campione preso in esame si è scoperto che l'attività fisica diminuisce del 78 per cento la probabilità di morte, se però si analizzano i dati del campione che praticava un programma di allenamento ad alta intensità si scopre che dopo 12 anni avevano gli stessi rischi di morte per eventi cardiovascolari del gruppo sedentario. Un eccesso di sforzo fisico prolungato nel tempo può quindi essere estremamente dannoso per il cuore. Se quindi l'obiettivo è quello di diminuire i fattori di rischio cardiovascolare, fare jogging un paio di volte a settimana ad un ritmo moderato è una buona strategia, superati certi limiti si ottiene invece un effetto opposto. Bisogna infine ricordarsi che anche camminare a velocità sostenuta (senza quindi correre) può dare notevoli benefici per la salute e si può pure dimagrire camminando.

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